Pillole di storia aquilana: la rinascenza dell’Aquila

L’Aquila uscì stremata ed esausta dallo scontro con Braccio. Affrancandosi dal potere regio, rafforzò il suo ordinamento sociale che venne liberato dai vincoli feudali. Si preparò, così, a un periodo di “rinascenza“.

La seconda metà del Quattrocento corrisponde al periodo più fiorente dell’economia aquilana.

Dopo la ricostruzione, la città prosperò per i suoi commerci, specialmente lana e zafferano, estendendo le proprie relazioni fino a Firenze, Genova e Venezia, nonché in Francia, Olanda e Germania, diventando in breve tempo la città più importante del Regno dopo Napoli.

Re Alfonso I autorizzò, nel 1456, lo svolgimento delle fiere di S. Pietro Celestino e di S. Bernardino, della durata di sedici giorni, dall’11 al 27 maggio. Re Ferrante d’Aragona concesse il placet di istituire una Università, destinata a conseguire rinomanza non inferiore a quella di altre sedi già famose come Bologna, Siena e Perugia.

La privilegiata posizione geo-politica dell’Aquila favorì in città la presenza di mercanti forestieri di varie nazionalità (Germania, Savoia, Catalogna) come pure di fattori delle compagnie fiorentine dei Bardi, degli Ardinghelli, degli Strozzi, dei Medici, dei Gondi, dei Pianelli di Venezia, dei Papone di Pisa, degli Spannocchi di Napoli.

Nel suo viaggio da Venezia a Napoli si fermò in città Adamo da Rotweil, allievo di Gutenberg: il 3 novembre 1481 la Camera Aquilana lo autorizzò ad esercitare l’arte della stampa in città concedendogli anche la privativa.

In questo tempo la città fu famosa anche per la prolungata dimora di tre grandi santi francescani: San Bernardino da SienaSan Giovanni da Capestrano e San Giacomo della Marca. Alla morte di San Bernardino, avvenuta il 20 maggio 1444 proprio nel capoluogo abruzzese, la cittadinanza chiese e ottenne da papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie. Venne così edificata la monumentale Basilica di San Bernardino per volontà dell’amico San Giovanni da Capestrano.

Anche nel quattrocento L’Aquila non fu risparmiata dai terremoti. Uno dei sismi di maggiore intensità della storia cittadina si verificò invece il 26 novembre 1461. La magnitudo stimata è di 6.4 della Scala Richter e l’intensità pari al X grado della Scala Mercalli. Successivamente alla scossa principale, seguì una sequenza di eventi sismici che si protrasse per circa due mesi, con alcune forti scosse il 4 dicembre, il 17 dicembre, e il 3 e il 4 gennaio dell’anno successivo, il 1462.

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San Bernardino da Siena



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