I borghi dell’Abruzzo aquilano: Castel del Monte

Il paese delle streghe

All’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ad un’altitudine superiore ai 1346 m s.l.m. si staglia Castel del Monte, la capitale dei pastori.

Castel del Monte è un altro esempio, come numerosi borghi fortificati della zona dell’aquilano, del processo di incastellamento. La fuga da una vicina città distrutta dai barbari, ha portato i suoi abitanti ad arroccarsi su cinque alture, dando così vita al borgo. I suoi cinque colli fanno sì che, visto da lontano, il paese abbia una forma di stella.

La radicata tradizione rurale ancora oggi rivive ogni 17 agosto, la Notte delle Streghe, credenza assai viva in paese fino alla prima metà del secolo scorso. In essa si ripercorre il suggestivo rito delle sette sporte (archi) con uno spettacolo itinerante attraverso stretti vicoli e viuzze, a dar vita ad un antico culto compiuto dalle donne per allontanare i malefici attribuiti alle streghe.

Cenni storici

Sul Colle della Battaglia, a sud dell’abitato, sono ancora ben visibili le tracce di tre fossati circolari e concentrici e di altrettante cerchia di mura. Essi testimoniano la presenza di un antico insediamento di origine vestina (XI sec. a.C). Nel IV sec. a.C. la conquista romana porta alla distruzione del villaggio ed alla costruzione, nella sottostante piana di San Marco, di un pagus chiamato Città delle Tre Corone forse per via di una triplice fortificazione o con riferimento ai tre fossati presenti sul colle della Battaglia.

Nell’ XI sec., per sfuggire alle scorrerie dei barbari, la “Città delle Tre Corone” venne abbandonata. Gli abitanti decisero di incastellarsi edificando, su un impervio colle a nord dell’antico insediamento una rocca o borgo fortificato, l’attuale Ricetto (ricettacolo di genti fuggiasche), la parte più antica di Castel del Monte che si sviluppa intorno al castello.

Una bolla pontificia di Onorio III del 1223 riporta per la prima volta il nome di Castellum de Monte. Nel 1298 Corrado D’Acquaviva prese possesso di una parte del borgo per diventarne poi unico proprietario, nel 1315, in seguito alla cessione da parte di Matteo D’Atri dei propri possedimenti.
Nel 1474 il paese entra a far parte dei possedimenti di Alessandro Sforza, per poi passare ai Piccolomini.

Le truppe aquilane legate alla Spagna penetrano nel borgo nel 1501 e lo saccheggiano perché rimasto fedele alla Francia. I Piccolomini cedettero nel 1579 Castel del Monte e le terre circostanti ai Medici, i signori di Firenze, che lo governeranno in modo illuminato fino al 1743.

Con la morte di Anna Maria Luisa de Medici,  avvenuta nel 1743,  la dinastia si estinse ed il principato di Capestrano ritornò come stato allodiale, unitamente alla baronia di Carapelle, a Carlo III di Borbone. Subito dopo l’unità d’Italia, molti boschi che circondano il paese furono rifugio di bande di briganti che tuttavia tra il 1861 ed il 1865 vennero debellate.

Da vedere

Annunciato dalla possente torre campanaria il paese è un tripudio di pietra, scale ed archi. Tutto da visitare, da ammirare e gustare con un approccio “slow”. E’ caratterizzato da un nucleo compatto d’origine altomedievale e da una parte più moderna, posta a nord del nucleo storico, databile al XIX e XX secolo. L’architettura residenziale è dominata dalla tipologia di casa-torre, con struttura simile ad una torre in muratura, a base molto piccola e notevole sviluppo in altezza.

Da vedere la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (XV secolo), edificio religioso a navata unica che prosegue in un’ampia sacrestia, sovrastata dall’oratorio. L’interno è caratterizzato da una decorazione in stucco di epoca barocca che orna le cornici delle finestre e gli archi che si aprono lungo le sue pareti. L’altare maggiore, in legno scolpito e dorato, è uno degli esempi più rilevanti di manifattura lignea dell’intera regione.

La Chiesa Matrice di S. Marco è la più antica e dall’alto domina tutto il paese. Nata probabilmente come cappella annessa al castello, dall’originale impianto rettangolare a navata unica, nel ‘400 è diventata a tre navate, con una grande cupola nascosta all’esterno dal tiburio e dalla torre campanaria.

Nel cuore dell’abitato sorge la chiesa di Santa Caterina. Di modeste dimensioni, si presenta a due navate, una centrale, ed una laterale aggiunta agli inizi dell’Ottocento. All’interno conserva un organo a canne ed un pregevole coro in noce massiccia dove si riuniva la Congregazione della SS. Annunziata.

Manifestazioni e Feste

  • Rassegna Ovini di Campo Imperatore,
    5 agosto: la mostra raduna le greggi sparse nell’immensa piana ed è festa e fiera nello stesso tempo.
  • Festa di San Donato, patrono del paese,
    6-7 agosto: processione e veglia notturna, in abbinamento con San Rocco è la festa più importante del paese e occasione di ritorno per molti emigrati.
  • La Notte delle Streghe,
    17 agosto: rievocazione delle credenze e superstizioni che – in tempi di fame, ignoranza e malattie – assegnavano poteri malefici ad alcune donne del paese. Un giorno di festa tra antiche inquietudini e nuove allucinazioni.
  • La Madonna dei Pastori,
    8 settembre: suggestiva processione notturna legata ai riti religiosi della transumanza.

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