Palazzi aquilani: Palazzo Cappa-Camponeschi

E’ uno dei più importanti edifici storici cittadini, un gioiello dell’architettura civile del centro storico dell’Aquila. Palazzo Camponeschi nacque a fine Trecento, come casa di campagna della famiglia Camponeschi, che andava lì in villeggiatura.

Per molto tempo restò isolato e solo nel Seicento vennero costruite altre abitazioni, poi demolite per far posto a Palazzo Ardinghelli.

Il palazzo rappresenta dunque la superstite fase seicentesca dell’isolato delle antiche case Camponeschi e Ardinghelli. Un poderoso pilastro angolare, in pietra regolare a facciavista ed una cornice marcapiano danno l’impressione di solida eleganza.

Nella vasta parete intonacata si succedono, con ritmo regolare, le sei finestre contornate da cornici classiche ed i davanzali sorretti da coppie di eleganti mensoline.
Sul risvolto di via Paganica, oltre alle sei finestre, assai distanziate, e le quadrotte leggermente schiacciate, come
su via Garibaldi, si apre il portale al civico 37, chiaramente settecentesco con vano ad arco policentrico sobriamente incorniciato e arricchito da un fantasioso disegno che, con snelle volute ed un altissimo cartiglio regolare, va quasi a congiungersi con il davanzale della finestra del primo piano.

L’angolo meridionale del palazzo è caratterizzato da un portale medievale ad arco acuto e quattro graziose bifore ad archetti ogivali.

All’interno, nella corte, sono conservati, murati nella parete di fondo, un portale archiacuto ed una finestrella, preziosissimi avanzi dell’epoca delle origini, risalenti al secolo XIV per le tipiche palmette che ornano le cornici, poste a limitare la ghiera del vano maggiore e da un analogo motivo nell’arco della piccola apertura sovrastante.

Alla fine del Settecento il palazzo venne acquistato dalla famiglia dei baroni Cappa, che da allora è sempre stata lì.

Di seguito alcune foto dello splendido palazzo e la sua posizione su Google Maps.

NOTA: attendere il caricamento delle immagini

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