I borghi dell’Abruzzo aquilano: Santo Stefano di Sessanio

Il nido d’aquila del Gran Sasso

Nel Distretto Terre della Baronia, ovvero quella porzione del Gran Sasso meridionale che nel basso Medioevo è appartenuta alla  Baronia di Carapelle, si erge Santo Stefano di Sessanio, un gioiello architettonico di epoca medievale interamente conservato e perfettamente inserito nel paesaggio circostante.

Il 7 agosto 2002  il direttore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, l’allora SindacoDaniel Kihkgren, imprenditore e amministratore unico della società Sexantio s.r.l., firmarono un documento di eccezionale importanza: la “Carta dei Valori per Santo Stefano di Sessanio”.  La carta ha l’obiettivo di salvaguardare anche per il futuro l’integrità del borgo, esprimendo la comune volontà che l’abitato e il suo contesto continuino ad essere testimoni delle trascorse vicende umane e protagonisti di uno sviluppo compatibile con i principi di rigorosa tutela e conservazione dell’ambiente.

Applicando i principi della Carta, Daniel Kihkgren, dopo aver acquistato parte delle abitazioni abbandonate del centro storico, le ristrutturò, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche originali. Così facendo, contribuì notevolmente a rilanciare uno sviluppo turistico sostenibile di Santo Stefano e del suo territorio, nella forma dell’albergo diffuso.

Cenni storici

Il paese venne eretto tra l’XI il XII secolo sui ruderi di un pago chiamato Sextantio, dal latino Sextantia (sei), ad indicare le miglia di distanza da un più importante villaggio romano. Sul finire del XIII secolo Santo Stefano fu compreso nel distretto feudale denominato Baronia di Carapelle che includeva anche Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Calascio e Rocca Calascio.

Nella seconda metà del Quattrocento entrarono in scena i Piccolomini, e, nel 1579, Costanza, figlia unica di Innico Piccolomini, cedette la Baronia di Carapelle a Francesco de’ Medici Granduca di Toscana. Ai Medici queste terre apparterranno fino al 1743. La signoria fiorentina porterà il borgo abruzzese al suo massimo splendore facendo di Santo Stefano di Sessanio il centro per il commercio della lana “carfagna”, una lana nera usata per le divise militari e i sai dei monaci.

Nel XIX secolo con l’Unità d’Italia e la privatizzazione delle terre del Tavoliere delle Puglie ha termine l’attività millenaria della transumanza. Inizia quindi un processo di decadenza del borgo che vede fortemente ridotta la popolazione a causa del fenomeno dell’emigrazione. Negli anni 2000, come detto, il rilancio in grande stile del borgo.

Il terremoto del 2009 ha danneggiato pesantemente anche Santo Stefano di Sessanio, con il crollo della torre trecentesca. Il borgo è in fase di ricostruzione e presto torneremo a perderci tra i suo vicoli caratteristici e a godere degli splendidi palazzi rinascimentali.

Di seguito alcune foto ed immagini pre-sisma (2006-2009) di uno dei Borghi più belli d’Italia.

Manifestazioni e Feste

  • 2-3 Agosto – festa del patrono, S. Stefano Protomartire e di S. Isidoro
  • Agosto: manifestazione “Estate nel Borgo”
  • Settembre: “Sagra della lenticchia”: la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio è un presidio Slow Food la cui qualità è garantita da un’Associazione di Produttori

Santo Stefano di Sessanio è su BorghiAQ! Scaricatela!

NOTA: attendere il caricamento delle immagini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *